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BODY & SOUL
NEWSLETTER SETTEMBRE 2011
Cari Amici,
torniamo a guardarci intorno e a riscoprire quanto sia facile trovare in tutto ciò che ci circonda, le risposte a bisogni e desideri di benessere, consapevolezza e rispetto, innanzitutto per noi stessi. Come? Attingendo dalla natura la purezza e la semplicità che ci fanno stare bene.
LA CANAPA. UNA STORIA ANTICA SENZA CONFINI
Già nel periodo del Neolitico e più tardi, circa 5000 anni fa, la pianta della canapa era presente nelle regioni dell'Asia orientale, che ne riconoscevano i molteplici usi, dalla fabbricazione di corde e tessuti alle diverse proprietà mediche. Attraverso le migrazioni delle tribù nomadi dell'Asia centrale, la canapa giunse in Medio Oriente e in Europa. Più di 2000 anni fa la canapa venne utilizzata per fabbricare il primo foglio di carta. Anticamente, la sua diffusione toccò ogni latitudine e longitudine; in Cina e in India, sulle pendici dell'Himalaya, la pianta della canapa conobbe il suo massimo fulgore. Nel Mediterraneo, i Fenici realizzavano vele in canapa per le loro imbarcazioni; nella Pianura Padana, in epoca romana, la canapa veniva coltivata per ottenerne un'ottima fibra tessile, resistente ed adattabile alle più diverse esigenze.
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Piantagioni di Canapa Sativa |
Battitura dello Stelo di Canapa |
LA TRADIZIONE ITALIANA
Fino alla metà del 1900, l'Italia era uno dei principali produttori mondiali di canapa, dopo l’Unione Sovietica, con quasi 100.000 ettari coltivati all'anno. La coltura della canapa per usi tessili in Italia crebbe soprattutto con l'affermazione delle Repubbliche Marinare, dove veniva utilizzata per realizzare le corde e le vele delle flotte navali. Divenne il tessuto privilegiato per le telerie di uso domestico e per l'abbigliamento; Emilia Romagna, Marche, Campania furono solo alcune delle regioni italiane che riconobbero le incredibili caratteristiche di questa pianta e nel 1876 il Linificio e Canipificio Nazionale divenne una delle più antiche e longeve società italiane quotate in borsa.

Corde Realizzate in Fibra di Canapa
DUE DIVERSI GENERI BOTANICI
Nonostante la somiglianza morfologica delle due specie di Cannabis, esiste tra loro una profonda diversità di contenuto di THC tetraidrocannabinolo, il principio attivo che genera effetti stupefacenti. La canapa si può suddividere in 2 sottospecie principali: la Cannabis Sativa, più diffusa nell'area mediterranea, coltivata per la produzione di fibra tessile e la Cannabis Indica, tipica delle aree asiatiche, particolarmente ricca di THC tetraidrocannabinolo, da cui si ricavano droghe, come la marijuana e l'hashish.
UNA CRISI IMMOTIVATA
Lo sviluppo industriale, il dilagante utilizzo del cotone, l'avvento del petrolio e di tutti i suoi derivati, dalle materie plastiche ai tessuti sintetici, segnarono la crisi della coltivazione della canapa. Nel 1937, in seguito alla legge americana “Marijuana Tax Act” iniziò il vero proibizionismo dell'uso della canapa indiana Cannabis Indica, che segnò il declino anche della canapa tessile e intorno agli anni '70 il settore venne definitivamente abbandonato.
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Dalla Filatura alla Fibra di Canapa
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VESTIRE SECONDO NUOVI PRINCIPI
La moda che scegliamo di indossare, i capi di abbigliamento e gli accessori che fanno parte dei nostri diversi modi di esprimere creatività, identità e scelte, devono saper comunicare e rispondere a più canoni: tessuti di origine naturale, dermocompatibili, piacevoli ed avvolgenti, resistenti, ecocompatibili. Dettami imprescindibili per ottenere il massimo risultato, che ritroviamo nella canapa. E' una fibra igroscopica, con un'alta capacità di traspirazione, che la rende fresca d'estate e calda d’inverno. Protegge dall’inquinamento elettromagnetico, filtra fino al 95% dei raggi UVA nocivi alla pelle. Ipoallergenica e dermocompatibile, battericida, inattaccabile da acari, muffe, funghi e tarme, la canapa è un tessuto resistente nel tempo e a basso impatto ambientale, biodegradabile al 100%.
DA UNA PIANTA INFINITI BENEFICI
Alla canapa, per anni boicottata e fraintesa, va riconosciuto un fondamentale fattore di eco sostenibilità. E' più produttiva del cotone. Estremamente resistente, la sua coltivazione ha un basso impatto ambientale e non richiede l'uso di pesticidi e fertilizzanti, in cambio di una fibra resistente. Si adatta a tutti i terreni permettendo il recupero di zone non coltivate. Svolge una funzione di fitodepurazione, assorbendo sostanze tossiche, come i metalli pesanti. E' ottima inserita nella rotazione delle colture, soprattutto del grano. Recenti sperimentazioni confermano che la canapa favorisce l'incremento della produzione di cereali e di colture orticole.
E NON SOLO
Carta, tavole, combustibili, materie plastiche da cellulosa, isolamenti termici edili, lubrificanti, vernici, cere, detersivi, saponi, sono alcuni dei derivati ottenibili dalla canapa. L'olio e i semi presentano un alto contenuto di acidi grassi essenziali come omega 3 e 6, efficaci nel mantenere la corretta funzionalità cellulare, clorofilla, vitamina E, fitosteroidi, proteine ad alto valore nutrizionale e biologico, che contrastano colesterolo, malattie cardiovascolari e infarti.
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